Loro Ciuffenna – San Clemente in Valle: Un bellissimo e antico ponte.

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Fra le frazioni montane del comune di Loro Ciuffenna, San Clemente in Valle  è il paese alla quota altimetrica più bassa( 545 m.). Come si vede dalla foto presa dall’alto, è un insediamento sparso e diviso in quartieri o rioni debitamente segnati (San Clemente, Contea, Salci e Casa Santino).

L’insediamento fu costruito su uno sperone compreso fra il Borro della Contea che nasce a quota 1450 m sotto il Poggio Masserecci e il Borro di San Clemente, il cui ramo principale nasce a quota 1400 nella zona di Prato Romito, sotto la Croce del Pratomagno. La posizione del paese è eccellente in quanto è riparato dai venti di nord-est da una barriera montuosa e l’ubicazione a solatio consente poi  dal tardo mattino di godere dei raggi del sole fino al tramonto,  tutto questo per un paese di montagna è un grosso privilegio.

 Come scrive il Repetti nel suo “Dizionario storico geografico della Toscana”, all’attuale nome siamo arrivati attraverso i secoli perché originariamente il paese si chiamava San Clemente in Piscinale (probabilmente dovuto alle tante cascatelle dei borri), poi San Clemente in Serravalle da cui il presente San Clemente in Valle. Questo borgo ha sicuramente una storia ancora da scoprire in quanto sembra che la chiesa del paese sia la stessa chiesa di quel “San Clemente in Piscinale del piviere di Gropina” a cui fa riferimento nel 1068 un documento della Abbazia di Selvamonda, abbazia casentinese scomparsa da secoli e riportata sulla sezione Terre Alte del comune di Castel Focognano del nostro sito CAI (www.caivaldarnosuperiore.it). È presumibile pensare che  se nel 1068 c’era una chiesa, questa doveva far parte di una fortificazione di cui non rimangono tracce. Indicativo è il nome di un  torrente che passa da San Clemente e si chiama “Borro della Contea”  perché secondo storia tramandata paesana, l’idronimo Contea fa riferimento all’antico confine del territorio dei Conti Guidi, che erano padroni di gran parte del Pratomagno.

Se noi guardiamo una cartina della montagna lorese ci accorgiamo della posizione geografica centrale a una quota bassa della vallecola di San Clemente  rispetto alle posizioni delle zone di  altri paesi del comune di Loro Ciuffenna, sicuramente questa particolarità ha avuto  secoli fa la propria importanza in fatto di reticolo  viario, importanza che ha portato la convergenza nella zona  di un fascio di sentieri di collegamento con gli altri insediamenti della montagna. Dobbiamo tenere conto che la viabilità antica ha sempre avuto un rapporto diretto con la posizione geografica dei paesi e della morfologia del territorio attraversato, indispensabile per comprendere il motivo dell’affermarsi di alcuni itinerari piuttosto di altri. Dobbiamo considerare poi che la nostra montagna era abbastanza abitata fino alla prima grande guerra, dal censimento del 1881 abbiamo dati precisi, a San Clemente e dintorni vivevano 202 persone, a Poggio di Loro e dintorni 325, alla Trappola e dintorni 423,  alla Rocca Ricciarda   232, a Uliveto e la zona del Cocollo 622 persone, a Casamona  e dintorni 356, a Faeto 99, a Pratovalle e dintorni 138, a Modine e dintorni 321 , a Chiassaia 219, all’Anciolina 127. Da questi dati si capisce che il reticolo sentieristico e stradale  da Loro C. verso la montagna doveva essere complesso e fitto e in questo contesto si inserisce la strada, oggi sentiero, che unisce San Clemente in Valle a Poggio di Loro, collegamento che come riporta una apposita segnaletica era di pertinenza del comune, quindi non una mulattiera ma una strada con regolare manutenzione e con il nome di “strada” è riportata anche  nel catasto lorenese del 1821.

Per questo motivo si capisce la costruzione del bellissimo ponte , che desta anche una certa meraviglia per la bellezza, la solidità e l’arditezza, di quello che a San Clemente in Valle è chiamato “Ponte romano”, ma che romano non è anche se antico di secoli.

Il ponte in questione, per la profondità del fiume non poteva essere sostituito da un guado e neanche per l’ampiezza dell’arco da una passerella in legno.  A  monte e a valle, anche nelle vecchie carte lorenesi  non ci sono altri passaggi che avrebbero potuto fare da by-pass, quello più vicino a valle è un vecchia mulattiera in disuso che passava dal ponte di Buiano, a monte oggi c’è un collegamento fatto recentemente, per cui non è errato ipotizzare che un ponte fu costruito quando fu costruito il collegamento  fra  San Clemente e Poggio. Si può pensare con molte probabilità, visto lo stato buono delle pietre di arenaria locale, che l’attuale ponte possa aver sostituito un ponte più vecchio demolito da un alluvione.

Chi vede questo bellissimo ponte, attraversato fino all’immediato secondo dopoguerra da file di muli carichi di carbone, castagne, legna e tutto quello che era prodotto dall’antica civiltà del castagno, non può  sfuggire al fascino di  una opera d’arte poco  sconosciuta lasciataci dai nostri antenati e che noi dobbiamo però mantenere e valorizzare. Teniamo presente che nell’antica Roma i sacerdoti più importanti erano i Pontefici, come pure da sempre così  si chiama il Papa. La parola deriva da  pontifex, ovvero pons (ponte) e facere (fare) e sta ad indicare che la costruzione dei ponti era considerata originariamente un atto magico sacrale.

 

 Testo e foto di Vannetto Vannini

 

 

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