La Pieve di San Pietro a Cascia (Reggello)

In Valdarno Pievi e Opere d'Arte Pievi ed Opere d'Arte Valdarno pievi ed opere reggello

Il nome del luogo: ”cascia” è incerto nella sua origine. Alcuni lo fanno derivare dalla via “Cassia” che passava almeno vicino alla posizione della chiesa, altri dal nome romano “Cassius”, probabilmente un proprietario della zona.  Immagine1Numerosi in effetti sono i reperti di origine romana che sono stati rinvenuti in situ. Le notizie della chiesa, dedicata a San Pietro, che non sembra la prima che insisteva su questo terreno, paiono risalire al 1040 anche se, altre testimonianze, parlano della consacrazione avvenuta nel 1073. Solo degli approfonditi scavi archeologici potranno fare chiarezza su queste datazioni. La chiesa viene spesso ricordata in documenti che la uniscono al “Castello nuovo di Cascia” e sono spesso ricordati dei Vescovi di Fiesole, che passavano il periodo estivo nell’annesso stabile che componeva il piccolo borgo, ai quali spesso venivano indirizzate delle lettere dei Papi proprio in luogo del “Castello nuovo di Cascia”. La prima di Pasquale II° nel 1103 ed a seguire molte altre. Molto popoloso ed importante era il piviere di San Pietro. Nel XIII° secolo dipendevano dalla pieve ben 23 chiese suffraganee. Per un lungo periodo di tempo il Vescovo di Fiesole aveva anche il titolo di “Pievano di Cascia” a dimostrazione dell’importanza della chiesa.Immagine2

La chiesa è basilicale a tre navate scandite da due file di sei colonne con capitello corinzio e da due pilastri all’inizio del presbiterio. Alcuni capitelli sono di pietra arenaria scolpita. Solo sulla navata centrale è posta l’abside.  La facciata della chiesa contrariamente alla sua forma originale, è stata dotata nel XV° secolo di un bel porticato che è sostenuto da due pilastri laterali e da quattro colonne che ripetono il motivo dell’interno anche nel capitello corinzio. Originale il motivo di navatelle scandito da cinque semicolonne del timpano. A lato della chiesa ma staccata da essa è situata la torre alta 32 m. che è stata adibita a campanile. Naturalmente salta subito all’occhio la diversità delle tecniche costruttive e l’incongruità dell’accostamento stilistico. La torre, che  in passato era accreditata come precedente e quindi appartenente agli edifici esistenti al momento della costruzione della chiesa, in recenti studi è stata invece dichiarata coeva alla chiesa, accostandola, come motivi costruttivi tipici, alle altre torri campanarie presenti nel territorio. Immagine3Molte sono le opere d’arte presenti sia in chiesa che nel piccolo ma bellissimo museo attiguo. Vi ricordiamo fra l’altro il trittico giovanile di Masaccio, trasferitovi da San Giovenale.

 

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