Il Castiglione della Corte (Castello di Poggio alla Regina)

Castelli e paesi a Reggello Castelli e Paesi in Valdarno In Valdarno

Castiglion della Corte, conosciuto anche come “Poggio alla Regina” (da “ruina”), si trova a 913 metri sul livello del mare, posto su di un crinale di monti che si stacca dalla catena montuosa appenninica del Pratomagno e,Immagine1attraverso Poggio Castelluccio, Monte Acuto, arriva fino a Poggio della Regina per giungere a Poggio Stoppi e da qui, abbassandosi, fino ai piani di Cascia e Scò. La giogaia è limitata a nord ed a sud dai due rami del Resco, quello reggellese e quello simontano. Il primo documento che cita “Castillione” è del 1008 in cui si dice che il suo territorio fa da confine in una vendita di terreno. In effetti è al X secolo che si può far risalire l’incastellamento del sito. Viene nuovamente citato nel documento di Enrico VI del 1196 nel quale viene inserito fra i possedimenti della famiglia comitale dei Guidi,  anche se è chiamato “Castillione dei Pazzi” in quanto questa famiglia era vassalla di Guido VII. Il possente castello era da un lato al controllo della strada che dal Valdarno portava in Casentino e che consentiva ai Guidi di avere un percorso protetto fra i loro possedimenti presenti in queste due vallate, dall’altro era una “capitale rurale” con un ruolo direzionale ed amministrativo sul territorio circostante dove erano presenti numerosi castelli di più piccole dimensioni e, come estensione, arrivava fino alle vicinanze dell’Arno. Il castello fu investito dalle lotte fra la famiglia Guidi e l’espansionismo fiorentino che tendeva a marginalizzare le famiglie feudali. Nel 1219 i Guidi furono costretti a cedere alla città numerosi castelli ma nel 1221 l’Imperatore Federico II li reintegrava alla famiglia, fra questi Castiglione. Questa restaurazione della potenza comitatina fu presto vanificata dalla divisione fra le file della famiglia stessa, che si divise anche politicamente fra alcuni divenuti guelfi ed altri rimasti ghibellini. La definitiva debolezza fu sancita dalla divisione del patrimonio fra i cinque figli del Conte Guido Guerra IV. Castiglione divenne a partire dalla seconda parte del XIII secolo un possesso della famiglia di Bastardo, figlio illegittimo di Guido Guerra V. Bastardo ed il figlio Simone tentarono a cavallo del ‘300 un rilancio del castello in termini politici e abitativi. Le analisi archeologiche condotte dall’Università di Firenze sotto la guida del Prof. Guido Vannini hanno messo in luce questa fase del tentativo di rilancio, suggellato dal ritrovamento di due sigilli appartenenti ai due signori, evidenti segnali della volontà rifondativa  dei signori del luogo (la foto del sigillo è tratta da: Guido Vannini – Archeologia Medievale XXXI, 2004, pp. 405-422). E’ significativo il fatto che Castiglione della Corte non viene alienato dalla famiglia Guidi insieme ai numerosi castelli che nel 1329 sono venduti alla famiglia Ricasoli come, per esempio, Rocca Ricciarda e Poggio. Su di esso si voleva rifondare il potere di questa linea della famiglia. Ma le condizioni economiche e sociali sono mutate. Firenze ha fondato le “citta nove” nella piana dell’Arno e quindi la popolazione, seguendo lo sviluppo ed il consolidamento di queste, comincia a stabilirsi in fondo valle e abbandonare i castelli in altura. Così Castiglione vede in pochissimo tempo lo spopolamento delle sue abitazioni e, certamente accresciutosi a causa della epidemia di peste del 1348, va incontro ad un irrimediabile abbandono che è già terminato all’inizio del XV secolo quando comincia ad essere ricordato come il “Poggio in Rovina”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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