la Chiesa di San Lorenzo a Cappiano

In Valdarno Pievi e Opere d'Arte pievi ed opere a incisa-figline Pievi ed Opere d'Arte Valdarno

Cappiano, probabilmente dal latino “Capianus” oppure “Campus Planus”. È posto a 230 metri di altitudine alla base settentrionale dei poggi che da Montescalari si estendono sino alla gola dell’Incisa, mezzo miglio distante dal vecchio “albergo” di Palazzuolo, sull’antica strada Regia aretina. E’ singolare che nella estrema rarità di notizie sulle colture durante i primi secoli del mille si abbiano due documenti, rispettivamente del 1008 e 1103,presenti nell’archivio della Badia a Coltibuono, che indicano una presenza diffusa della coltura della vite nei campi di Cappiano.  E’ certo che all’inizio del XI secolo sul colle sovrastante la chiesa  fosse stato edificato un piccolo castello, di cui sono ancora visibili alcuni ruderi. Del 1103 vi è inoltre una citazione del castello di Cappiano in un documento di Montescalari.Il castello apparteneva alla famiglia degli Abati grandi possessori di terreni in questo territorio, che avevano anche il giuspatronato sulla chiesa di San Lorenzo. Esiste un documento che cita “in castelli Capiano” del 1169. Il castello fu distrutto dai fiorentini nel 1304 perché vi si erano radunati i ribelli Guelfi Bianchi.

La chiesa parrocchiale di San Lorenzo a Cappiano che è posta più in basso rispetto all’antico castello ed è sempre appartenuta al piviere di San Vito ad Incisa ed alla Diocesi di Fiesole . E’ molto interessante il testamento di Schiatta Abati del 1300, documento prezioso per capire i sentimenti di questi uomini medievali, ma ci interessa di esso la notizia che vede il banchiere fare un lascito di tre lire per abbellimenti alla chiesa di San Lorenzo, a dimostrazione del giuspatronato della famiglia. La chiesa è romanica nella struttura principale ad aula unica con un oculo in facciata molto probabilmente non originale. Nel retro c’è un bel campanile a vela con due campane. Il tetto a capriate con due spioventi che reggono tabelle in cotto di impianto moderno. Venne rimaneggiata in varie epoche. Nel cinquecento vi fu costruito un portico sulla facciata. L’interno fu decorato nel Settecento e a questo secolo risale molto probabilmente anche la cantoria in controfacciata. Vi si trovavano numerose opere d’arte: una tavola trecentesca con la Madonna col Bambino; un’altra Madonna col Bambino e santi, un affresco di Bastiano Mainardi; una Madonna col Bambino fra i santi Lucia, Giovanni Battista, Lorenzo e Domenico, un dipinto di scuola fiorentina del secolo XVI; un San Lorenzo, la Madonna e altri santi, forse di Matteo Bonechi (secolo XVIII); un Crocifisso ligneo del secolo XV fiancheggiato da affreschi con San Pietro e San Paolo del XVIsecolo; una tela raffigurante Sant’Agata ed angeli, forse del Bonechi. Non sappiamo se queste o alcune di esse sono rimaste nella chiesa o sono state inserite nel museo comunale dopo il restauro che dal 2007 si è protratto fino al 2011.

 

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