La Villa di Fontepetrini (Rignano)

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La storia di Fontepetrini è millenaria. La villa che all’inizio del millennio passato era una casa con annessi dei poderi, apparteneva, con molte altre proprietà della zona, ad una nobile donna di nome Kisla, di origine franca.19-DSCF2763 Fu da essa donata  al Monastero di San Pier Maggiore in Firenze, con un rogito del 1073. Il testamento fu in seguito, e in più occasioni, confermato dai Papi di Roma, e il possesso della zona restò in mano al convento di San Pier Maggiore per secoli. Nel secolo XIV troviamo il luogo in possesso della famiglia Villani, della quale fu celebre esponente  il cronista Giovanni Villani, autore della “Nuova Cronica”, vissuto nella prima metà del ‘300. Si devono sicuramente ai Villani le opere di abbellimento di epoca quattrocentesca, che trasformarono l’antica costruzione conventuale e medievale in Casa da Signore. Alla fine del ‘500, la villa Fontepetrini diventa di proprietà, sia per acquisto, sia per trasmissione ereditaria, della facoltosa famiglia fiorentina dei Pitti. Lo resterà per circa un secolo, quando, sempre per trasmissione ereditaria, passerà alla famiglia Geppi. Durante tutto questo periodo, la mancanza di opere importanti di ristrutturazione induce a pensare che, dopo i Villani, Fontepetrini sia rimasta solo una casa di campagna e non più una residenza stabile. Nel 1690 Girolamo di Francesco d’Alessandro Cantoni da Diacceto acquista la villa da Jacopo Geppi per 6000 ducati. I Cantoni da Diacceto accrebbero la proprietà di nuovi terreni e la mantennero a lungo. Con l’istituzione del nuovo Catasto granducale lorenese (1776) la tenuta risulta ancora proprietà dei Cantoni da Diacceto. Dalla metà dell’800 in poi, riscontriamo vari passaggi di proprietà. Fontepetrini2Quella attuale, presente dall’anno 1955, ha restituito al complesso  di Fontepetrini un aspetto corretto e gradevole, con appassionata cura e un notevole impegno, allo scopo di conservarne, anzi aumentarne il fascino. Fontepetrini quindi è un complesso trecentesco di notevole pregio ancora leggibile per l’esistenza di caratteri ed elementi architettonici relativi all’impianto originario, nonché alle successive fasi costruttive che possono essere individuate attraverso un’attenta osservazione delle murature e dell’intera struttura. L’edificio, introdotto da un viale delimitato da siepi di bosso e cipressi, si presenta caratterizzato da una pianta quadrangolare con torre laterale coronata da archi e beccatelli lapidei e laterizi, e mantiene particolari stilemi propri dell’architettura del XIII-XIV secolo. Il suo attuale aspetto, solido e romantico, è dovuto alla ristrutturazione che seguendo la moda dell’epoca fu eseguita in forme neo-medievali nell’Ottocento.

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