La Chiesa di San Cerbone a Castagneto

In Valdarno Pievi e Opere d'Arte pievi ed opere a incisa-figline Pievi ed Opere d'Arte Valdarno

Su un promontorio prospiciente il Valdarno, a 564 metri sul livello del mare, in prossimità dell’antica strada che da Firenze portava ad Arezzo, poco a nord di Poggio alla Croce, è situata la chiesa di San Cerbone a Castagneto. Il Santo, probabilmente di origine nordafricana, sarebbe arrivato nella Maritima (antico nome della Maremma) insieme a S.Regolo, e sarebbe stato infine eletto vescovo dalla comunità populoniese. Per sfuggire alle persecuzioni dei longobardi il santo sarebbe fuggito all’Isola d’Elba dove si sarebbe ritirato come eremita in un luogo posto fra i paesi di Poggio e di Marciana, nella zona nord occidentale dell’isola, dove ancora è molto viva la tradizione ed il ricordo di san Cerbone (in un bosco si trova il Romitorio di San Cerbone). La leggenda narra che, ormai vecchio e prossimo a morire, il vescovo avesse chiesto di essere sepolto a Populonia, ancora in mano ai longobardi, raccomandando ai suoi seguaci di riprendere subito il mare dopo aver provveduto alla sua sepoltura. Morto il santo, i seguaci attraversarono il Canale di Piombino senza essere miracolosamente visti dai nemici a causa delle nubi e nebbie. Le prime notizie della nostra chiesa risalgono al 1098 quando, il primo febbraio, in questa località fu stipulato un documento di vendita di alcuni beni posti a Favale e alla Docciolina, rispettivamente nelle pievi di Cintoia e di Incisa. Il suo popolo è ricordato nel 1260, quando partecipò alla guerra tra senesi e fiorentini offrendo, a quest’ultimo esercito, due staia di grano. Apparteneva fino dal 1274 al piviere di San Vito a Scherniano o all’Ancisa. San Cerbone, negli Statuti di Firenze del 1355, apparteneva alla lega e potesteria di Figline, cosi anche nei documenti del 1408 e del 1415. In Alcuni documenti si dichiara che da questo luogo sia passato, nel settembre 1312, Arrigo VII con il suo esercito per giungere nei pressi di Firenze per cominciarvi l’assedio. Il 23 luglio 1550 insieme alla chiesa di San Bartolomeo a Musignano, fu incorporata amministrativamente allo Spedale di Santa Maria Nuova di Firenze. Esiste una lettera della Granduchessa Toscana Cristina di Lorena, moglie di Ferdinando I° alla figlia Caterina, moglie di Ferdinando Gonzaga duca di Mantova, che le da notizia di un viaggio che lei stessa ha compiuto per accompagnare l’altra figlia Claudia che tornava presso il marito Federico della Rovere, duca di Urbino. La Granduchessa accompagnò la figlia fino a San Cerbone, a dimostrazione del fatto che di qui passava la strada più importante per raggiungere Arezzo. Unita nel 1781 a San Bartolomeo, in comune di Greve, l’appellativo castagneto, originato dalla pianta che cresce nella zona, fu sostituito con quello “a Musignano” . San Cerbone fu staccata dallo Spedale di Santa Maria Nuova il 20 gennaio 1786 dal vescovo Ranieri Mancini. Ebbe il privilegio del fonte battesimale dell’agosto 1912 da Mons. Giovanni Fossà. La chiesa, dalla struttura duecentesca a navata unica, fu restaurata nel 1945 dopo essere stata danneggiata dalla guerra. Una lapide in pietra sulla facciata ricorda i caduti dell’eccidio di Pian d’Albero eseguito dai nazifascisti navigate to this web-site.

 

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