La Badia selle SS Flora e Lucilla

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E’ una chiesa di Arezzo, situata in piazza della Badia, che ospita le reliquie delle sante martiri Flora e Lucilla, che sarebbero state portate ad Arezzo dal Vescovo Giovanna nel IX secolo. La costruzione della chiesa si può far risalire al XIII secolo quando il comune di Arezzo fece distruggere il monastero di Turrita per costringere i monaci a costruirne un altro dentro le mura della città . Ha avuto varie fasi, cominciando da quella Gotica ad un’unica navata del 1278 quando un documento indica che la chiesa era quasi completata.  In effetti prima del rinnovamento del XVI secolo la chiesa doveva essere tra le prime testimonianze del gotico ad Arezzo. Nel 1315 fu rifatto anche il monastero. Nel 1480 fu realizzato il chiostro progettato da Giuliano da Maiano. La chiesa è stata completamente trasformata su progetto di Giorgio Vasari a partire dal 1565. I lavori si protrassero fino al Seicento e nel 1650 fu costruito il campanile che è una pregevole testimonianza del gusto barocco con la sua forma ottagona. La facciata della chiesa presenta attualmente una strana forma che unisce il gotico al rinascimentale che, molto evidentemente ne ha alterato la simmetria. Lachiesa vasariana aveva tutta la facciata intonacata ed il portale gotico, ora tamponato non era visibile. La chiesa è a tre navate composte da campate d’identica grandezza, quadrate quelle centrali e rettangolari quelle laterali, che terminano in una sola abside. La navata principale è coperta da una volta a botte. La chiesa della Badia benedettina delle SS. Flora e Lucilla rappresenta uno dei più ricchi scrigni artistici della città di Arezzo. I suoi tesori coprono un arco temporale lungo sette secoli e i principali sono stati quasi tutti restaurati negli ultimi anni. Il presbiterio è dominato dal complesso monumentale dell’altare realizzato da Giorgio Vasari per la cappella della sua famiglia nella pieve di Santa Maria nel 1563 e qui trasportato nel 1865. Si nota che questo altare è fuori scala rispetto all’abside dove è posto. È databile al 1319 la “Croce” dipinta di Segna di Bonaventura. Quattrocentesco è l’affresco con san Lorenzo di Bartolomeo della Gatta, datato 1476. Capolavoro di artificio barocco è la finta cupola dipinta su tela da Andrea Pozzo nel 1702 e posta al di sopra dell’altare maggiore. Nato a Trento nel 1642, il Pozzo fu un grande architetto, pittore, scenografo, decoratore e teorico della prospettiva, in assoluto una delle figure più importanti del tardo Barocco italiano. Per godere al meglio dell’illusione prospettica è stato collocato sul pavimento, di fronte all’altare, un riferimento metallico dove posizionarsi e ammirare questo capolavoro del territorio aretino. Il dipinto della Badia di Arezzo, posto a quindici metri di altezza da terra, si trova nell’apertura circolare della volta all’intersezione della navata centrale con il transetto, proprio sopra l’altare maggiore delle SS. Flora e Lucilla. Di forma irregolarmente rotonda, i suoi assi longitudinali e trasversali misurano, compresa la parte dipinta di telaio 8,20×8,00 m, con una circonferenza di circa 25 m ed una superficie dipinta di quasi 52 mq. All’interno della chiesa è conservato anche un ciborio, probabilmente di Benedetto da Maiano. Il grande edificio a destra nella foto, oggi sede di un istituto scolastico, fu il monastero benedettino della Badia, coevo alla chiesa e anche questo dedicato alle sante martiri Flora e Lucilla.

 

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