La Canonica di San Michele Arcangelo a Sereto

In Valdarno Pievi e Opere d'Arte Pievi e Opere d'Arte a Cavriglia

Sereto (613 Mt. s.l.m.), si trova sopra un colle, sul versante est dei monti del Chianti. E’ bagnato ad est dal torrente Rimaggio e ad ovest dal borro omonimo. Il toponimo di “Sereto” è di difficile definizione.Sereto2 In passato sul significato di questa parola si sono divise le opinioni. Alcuni lo fanno derivare dalla parola accadica “seru etu”, cioè “località sul dorsale”, indicando così la collocazione geografica fra il Valdarno ed il Chianti; altri fanno derivare il nome da “serrare”nel senso di chiudere e sono molti i toponimi in Toscana e non solo che presentano questo prefisso (Serravalle, Serra….); altri ancora con una etimologia più semplice, pensano ad una derivazione dal latino “serere”, che indicherebbe allora un “luogo seminato” e quindi coltivato, il che risponde alle effettive caratteristiche della zona , un tempo molto curata e lavorata. È noto che i luoghi, posti a ridosso della catena collinare Chianti – Valdarno, che da Monteluco si estende fino a S. Giusto in Collina, essendo percorsi dalla strada etrusco – romana di crinale, furono abitati da  modesti ma interessanti stanziamenti, sia durante il periodo etrusco arcaico, sia successivamente durante la dominazione romana. Di particolare interesse il ritrovamento, alcuni anni fa, di due statuette di bronzo raffiguranti degli idoli, in occasione dei lavori agricoli e del livellamento del terreno intorno alla chiesa.Sereto1

Sereto fu abitato anche nell’Alto Medio Evo da insediamenti di Longobardi: di ciò sarebbe testimone la denominazione “San Michele Arcangelo” ( il Santo più popolare presso questo popolo antico) e la vicinanza con il poggio detto “Sala”, toponimo frequente nell’uso Longobardo, che stava a indicare una villa di una importante famiglia della nobiltà di quel popolo. In epoca medievale Sereto appartenne prima ai Conti Guidi e in seguito passò ai Ricasoli, che furono anche patroni della stessa chiesa che, nelle forme attuali, fu costruita probabilmente nel XII° secolo. Nel Decimario Vaticano del 1274 è segnalata la Canonica di S. Michele Arcangelo a Sereto al n. 254 del Piviere di Cavriglia. A Sereto quindi vi era un capitolo di canonici, cioè un piccolo gruppo di sacerdoti che facevano vita di comunità, alla maniera dei monaci, dedicandosi alla preghiera ed alla cura religiosa del territorio circostante.  In effetti ancora oggi, sebbene profondamente mutati dal lento scorrere del tempo, si può apprezzare, dalla struttura delle abitazioni, la presenza di un chiostro, elemento indispensabile perché luogo d’incontro per comunità, sul quale si affacciavano le celle per i canonici, il tutto prospiciente una piccola corte che doveva essere il cuore del monastero. Nel XIII° secolo Sereto ebbe una notevole vigoria economica se si pensa che sembra accertato che la Canonica possedesse anche Montegonzi.Nel 1489, si ha notizia che fu eletto rettore il pievano di S. Polo in Rosso – Ludovico Martelli – canonico del Duomo di Firenze. Pochi anni dopo la Canonica di Sereto fu annessa alla Chiesa di Montegonzi, segno inconfondibile della decadenza della Canonica e del contemporaneo sviluppo del Castello che era allora dominio dei Ricasoli.Sereto3

La Chiesa di chiara impronta romanica guarda ad oriente, secondo la più antica tradizione ed ha la forma di semplice aula rettangolare.di bozze talvolta scalpellinate. Nel 1968 fu fatta oggetto di un importante restauro che ne rivelò i caratteri romanici ancora originali. Infatti, sotto l’intonaco che fu rimosso, furono riportati alla luce sia il paramento murario a filaretto ma anche una piccola porta ed un arco romanico ben conservato. La facciata è scandita da una modesta porta sormontata da una semplice architrave di pietra che invece all’interno ha un arco romano. Ciò è dovuto al fatto che i muri sono doppi, con intercapedine ripiena di pietrame e calce. Mentre l’esterno è stato più volte rimaneggiato, l’interno si è conservato quasi intatto. Notevoli modifiche, furono apportate al complesso di Sereto in epoche successive, in parte dovute all’uso rurale dell’edificio annesso alla Chiesa stessa.Dal 1971 è rifugio di una sezione Agesci (scout).

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