La Villa Le Corti (Osteria Nuova)

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E’ posta sulla strada che arriva ad Osteria Nuova da Bagno a Ripoli (Via Roma), a pochi passi dalla chiesa di San Quirico a Ruballa.Fu anche chiamata “il Macinatoio” forse per un frantoio che vi era tra le pertinenze.Il severo edificio è uno dei pochi che ancora conservano l’aspetto di palazzo fortificato del XIII secolo; circondato da alte mura merlate rivestite in filaretto, presenta alle estremità della facciata due torrette decorative. Il nome Le Corti, localmente trasformato in ‘La Cortaccia’ deriva dalle due vaste corti che si trovano nell’edificio: Sulla prima si affacciavano gli ambienti di lavoro, sull’altra, che doveva avere anche il pozzo, è collocato un loggiato e l’Oratorio costruito all’inizio dell’Ottocento. La villa appartenne fin dal medioevo alla famiglia Peruzzi, una delle più importanti di Firenze, che furono proprietari di questo palazzo dal XIII al XVII secolo. La  prima documentazione di questa proprietà si ha però nel 1427, quando fu denunciata al catasto fiorentino nelle disponibilità di Ridolfo di Bonifazio Peruzzi. Rimase come abbiamo detto per più secoli tra i beni della famiglia dei banchieri e solo nel 1593 fu venduta, in parte, ai Magalotti. Nelle Carte dei Capitani di Parte la località comincia ad essere chiamata come “Le Corti” verso la fine del Cinquecento.
 Nello stradario del Granducato Lorenese del 1774 viene ricordata come “Casone dei Salviati”. Nel 1801, la duchessa Laura Salviati lasciò il palazzo e i poderi annessi in eredità all’Ospedale di San Giovanni di Dio. Le Corti furono utilizzate come azienda agricola dell’ospedale fino a tempi recenti. L’orto interno alla villa, ancora protetto da un alto muro in filaretto di alberese, è stato coltivato sino agli Anni Ottanta. Con l’avvento della riforma sanitaria, 1978, la gestione della fattoria è stata radicalmente modificata. Un decreto della Giunta Regionale Toscana del 2/3/1981 trasferì Le Corti nel patrimonio del Comune di Bagno a Ripoli, con vincolo di destinazione alla locale USL alla quale fu definitivamente assegnata dal 1992. Nel 2002, l’intero complesso, che oltre alla villa comprende una tenuta di 52 ettari suddivisi in 7 poderi con altrettante coloniche, è stato acquisito da una società privata, che sta provvedendo al restauro di parte delle coloniche. L’edificio, dalle imponenti dimensioni ha una pianta quadrangolare. Le altissime muraglie sono rivestite da piccole bozze di alberese ed arenaria. La parte nord è chiusa da un’altissima muraglia con la merlatura rifatta in tempi recenti. Le muraglie sono ingentilite da aperture con archivolti, alcune tamponate, a sesto ribassato, che denotano una notevole maestria nella rifinitura delle arenarie. All’interno diverse pareti sono affrescate e le travi che sorreggono il tetto sono dipinte con motivi geometrici. Proviene dalla Cortaccia la campana con batacchio e supporto in legno, presumibilmente del XIII secolo, attualmente conservata nel municipio di Bagno a Ripoli.

Intorno alla Cortaccia, , sono fiorite numerose leggende dovute forse al suo aspetto austero o per per essere un edificio carico di anni. Una di queste narrava di una galleria sotterranea che collegava l’edificio al monastero del Bigallo, un percorso che doveva superare una distanza di circa 850 metri. I vecchi abitanti del luogo, nel narrare della galleria sottolineavano, maliziosamente, che al Bigallo c’erano le monache e alla Cortaccia i frati.

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