La Villa Melosa (Pelago)

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Il toponimo di questo luogo viene citato fin dal 1077 con l’appellativo di “Melusa”. La Villa « Melosus » è nota all’inizio come una proprietà dell’abbazia di Vallombrosa, alla pari di molti edifici di questa parte del territorio valdarnese. Melosa1Viene ricordato anche nei secoli XI, XII, XIII, mai però con il riferimento ad un castello. Un aggregato rurale doveva comunque esistere fin dall’XI secolo. Nel XV° secolo questo aggregato rurale è acquistatoda una ricca famiglia fiorentina, la famiglia Da  Magnale. Nel quattrocento la villa, per matrimonio, passa in proprietà alla famiglia Doni della quale troviamo lo stemma in più punti del complesso. Le generazioni successive trasformarono la villa. La parte più antica risale alla seconda metà del XV secolo ed è quella a sinistra del portale d’ingresso, con due finestre inginocchiate su mensole a foglie d’acanto. Nel XVI° secolo Mario Doni decide la forma del complesso unendo in un solo edificio i differenti corpi staccati che formano da allora la Villa che viene chiamata  « Melosa »Melosa2. Il cortile a  due loggiati, che da allora unisce i vari corpi dell’edificio, quelli con caratteri quattrocenteschi a nord-est e gli edifici colonici a sud-ovest, è l’elemento architettonico che dà unità a tutto il complesso.  Il loggiato a terreno è impostato su colonne e peducci tuscanici, mentre quello superiore, tamponato, su colonne di minori dimensioni e dello stesso ordine, che sostengono le travi di una tettoia. Tutto è coperto da sei crociere decorate a grottesche, che risalgono al XVII secolo, datate intorno al 1620-1625, ed attribuite a Piero Salvestrini da Castello. Nel 1600 la Villa passa di proprietà ai Bourbon del Monte che fanno costruire i due torrioni cilindrici, posti all’estrema sinistra della costruzione quattrocentesca.Melosa3Nel 1800 la Villa cambiò ancora proprietario e fu nella disponibilità di Filippo Gozzoli. Sul lato destro del loggiato fu costruita invece nel XIX secolo, una cappella, con una piccola sagrestia. Il portale principale, ricostruito dopo la distruzione della seconda guerra, doveva presentarsi in pietra a grosse bugne, sormontato da uno stemma, come si nota in un affresco in una delle lunette del cortile. La villa nel Novecento fu sostanzialmente abbandonata fino al 1966. L’attuale proprietaria è una signora francese: Mme Marienoelle Holleaux .  All’interno dell’abitazione vi sono degli ambienti di gran pregio, notevole è il camino esistente in una sala a pianterreno.

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