La Pieve di San Pietro a Pitiana

In Valdarno Pievi e Opere d'Arte pievi ed opere reggello

E’ situata lungo il percorso dell’antica Cassia e appare immersa nella quiete della campagna, punteggiata da oliveti e vigneti. Anch’essa, come le pievi di Gropina, Gaville, Cascia, S. Agata e Pian di Scò, fa parte delle chiese matildine, erette o meglio, ristrutturate per volontà della contessa Matilde di Canossa.Immagine131 La fondazione della prima chiesa esistente in situ è forse anteriore all’anno Mille e la torre campanaria risulta già esistente nel 1128 ed è corretto pensare. come fa il Repetti. che fosse preesistente ed avesse in origine svolto una funzione difensiva. In essa nel XIV secolo vi fu rinchiuso, ad espiare grave colpa, il Beato Giovanni delle Celle. Già nel 1028, come risulta da un contratto presente nell’Archivio Diplomatico Fiorentino, la chiesa era dedicata a S.Pietro. La si trova nominata inoltre in una bolla di Papa Innocenzo I° al Vescovo di Fiesole Giovanni nel 1134. Nel XIII° secolo sono accertate 10 chiese suffraganee del piviere di Pitiana. Nel secolo XVI° fu costruito il portico; la struttura con presbiterio sopraelevato e cripta subì una prima trasformazione a croce latina nel 1631. Allo stesso periodo è da attribuire il rosone centrale . A rendere più imponente l’insediamento, concorse anche la costruzione della grande villa che la stringe da un lato che univa la funzione di villa di soggiorno dei latifondisti a quella di fattoria e che appartenne prima alla Compagnia di Gesù poi alla famiglia  Pucci e quindi alla famiglia Guicciardini. Immagine132L’interno, dopo il restauro del 1888 con la riduzione ad unica navata, ha assunto l’aspetto attuale ma conserva nella muratura i resti dell’impianto a tre navate con pilastri. la torre campanaria è caratterizzata da due ordini di bifore e monofore in successione. All’interno della Pieve sono presenti due tavole attribuite alla scuola del Ghirlandaio: in una è raffigurata l’Annunciazione di Maria Vergine; nell’altra la Madonna col Bambino con S. Benedetto e S. Agostino. Di rilevante interesse è il tabernacolo realizzato in pietra serena risalente al 1300 circa. Il 27 Dicembre  del 199 una pala attribuita al Ghirlandaio, risalente al XV° secolo, è stata recuperata dai Carabinieri dopo tre anni di ricerche. L’opera, che rappresenta una Madonna del Rosario con bambino e i santi Giovanni e Agostino, è stata ritrovata nella bottega di un antiquario nel centro di Firenze; nel 1946 era stata venduta illegalmente dal parroco locale. La facciata, piuttosto sobria, è preceduta da un loggiato del XVI secolo, come detto, sorretto da quattro colonne, mentre al secolo precedente risalgono gli stemmi dei Cavalcanti e di Santa Maria Nuova. Dal sagrato della chiesa si gode di una magnifica vista sul Valdarno.Immagine133

 

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