La biblioteca della Sezione

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Credo che sia opportuna una riflessione su questo strumento di cui è dotata la nostra sezione. L’idea di costituire una biblioteca all’interno della Sezione Valdarno Superiore si deve, come di molte altre attività che dall’inizio dell’avventura del CAI nella nostra vallata hanno caratterizzato questa organizzazione, all’iniziativa del Socio Vannetto Vannini che come sappiamo, in varie epoche, è stato il Fondatore, il Presidente, un Consigliere e uno dei più assidui Accompagnatori della Sezione (e che ce lo ricorda ad ogni piè sospinto). Tra le altre iniziative, Vannetto propose e poi realizzò una raccolta di libri, che fu in passato anche utilizzata da numerosi soci, che rifletteva l’interesse generale del sodalizio verso l’ambiente montano e verso la conoscenza di luoghi e territori di ogni parte d’Italia. Per contrastare una successiva evidente perdita di interesse da parte dei soci, si cercò di intervenire in due modi. Da una parte si realizzò un catalogo informatico sul quale furono registrati tutti i volumi disponibili, alla quale opera contribuirono anche Mauro Borchi e Matilde Paoli, dall’altra, circa una decina di anni indietro, lo stesso Vannetto propose di specializzare in parte la biblioteca, iniziando ad acquistare testi e libri riguardanti il mondo delle minoranze linguistiche alpine, come i brigaschi, gli occitani, i franco-provenzali, i ladini ecc., tutti popoli posizionati nell’arco alpino. L’iniziativa era sincera ma la scelta di quelle popolazioni e culture minoritarie sebbene importanti per una sezione CAI, non riscosse il favore della base sociale che, in effetti, non prestò mai attenzione alla possibilità di interessarsi di tale ambito culturale. La mancata partecipazione dei soci all’uso ed alla lettura dei testi e delle guide hanno nel tempo reso marginale la nostra biblioteca. Negli ultimi tempi, sempre Vannetto , che deve essere ringraziato per la pertinacia, ha iniziato a inserire la nostra biblioteca nell’ambito delle biblioteche nazionali delle sezioni C.A.I. che, nel frattempo, si sono dotate di un programma di catalogazione all’avanguardia che permetterà, dopo che l’introduzione dei volumi presenti in ogni biblioteca sarà stato portato a termine, di poter utilizzare per la lettura qualsiasi volume o rivista presente in tutte le biblioteche di tutte le sezioni che hanno questo strumento, da parte di tutti i soci, ovunque si trovino, soci cioè che sono interessati a quella particolare rivista o a quel particolare volume presente e che lo potranno richiedere tramite questa rete di biblioteche. Questo ultimo tentativo di Vannini è reso difficile però dal fatto che, mentre si possono introdurre con facilità testi e volumi già presenti in altre biblioteche, è molto laboriosa la classificazione di molti testi presenti nella nostra biblioteca, dal momento che sono focalizzati sul nostro territorio e per questo non presenti nel data-base centrale, perché solo la nostra sezione li possiede. Di conseguenza il lavoro procede con molta lentezza. Dalla situazione finora messa in evidenza, che non vuole essere esaustiva ma dare un quadro generale della situazione, bisogna partire per fare una riflessione, come dicevamo in precedenza. La biblioteca della Sezione sarebbe un bel momento di aggregazione e di crescita culturale per i soci se fosse veramente frequentata ma, per fare in modo che questo avvenga, bisognerebbe che ci fossero delle condizioni strutturali di fondo che, a nostro avviso, attualmente mancano, ma che il nuovo Consiglio si può impegnare a realizzare. Prima di tutto occorre un responsabile convinto e non un solo un socio, seppur ammirevole come l’attuale, che sia consapevole dello strumento ed abbia il tempo e la passione di rappresentare un polo di aggregazione e di cultura importante per tutti i nostri soci, ma anche per un pubblico più vasto dei nostri iscritti. Crediamo che, per costituire un momento importante di riorganizzazione della struttura, ci sia bisogno che questo socio/a responsabile, partecipi ad una giornata (o più) di istruzione presso le strutture centrali del C.A.I. per imparare a gestire il sistema di catalogazione e, attraverso questa conoscenza, riesca a concludere la catalogazione del nostro patrimonio, magari incrementando dei progetti di scuola-lavoro con studenti dei licei del territorio che lo aiutino nel compito. Sempre il responsabile, in accordo con il Consiglio Direttivo della sezione, scelga la “Linea Editoriale” della biblioteca, uniformando ad essa l’incremento dei futuri acquisti. Va da sé che la scelta dovrebbe essere in linea con i valori del Club Alpino ma anche con gli interessi e la cultura del territorio valdarnese.

Questo responsabile dovrà fare un a valutazione obbiettiva del patrimonio attuale della biblioteca e scegliere una specifica linea di incremento di questo patrimonio in modo da orientale nello stesso tempo la linea culturale della biblioteca e le nuove acquisizioni dei volumi. Scelta la “Linea Editoriale”, saranno da avviare ed incrementare momenti di utilizzo del patrimonio di libri e volumi esistenti attraverso attività di lettura di testi, conferenze su libri acquistati, conferenze con autori, corrispondenze fra libri della biblioteca e film tratti da testi, insomma tutta una serie di iniziative che siano da un lato di incremento della visibilità della sede e del patrimonio di conoscenze che la sezione possiede; da l’altro lato una ricerca di propaganda del nostro modo di vedere la montagna, il territorio e la cultura in generale, rivolto anche ai non iscritti. Sempre dovrebbe essere perseguita la frequentazione della nostra sede. Magari delegando a dei soci anche un maggior periodo di apertura della sede per permettere un accesso migliore alla biblioteca. È importante a questo riguardo che si crei un piccolo gruppo di persone interessate a questa attività culturale di carattere letterario. Questo ultimo punto, quello cioè di ampliare il periodo di apertura al pubblico, ci permetterebbe di poter inserire la nostra biblioteca nel sistema bibliotecario provinciale e quindi regionale. Crediamo che, se vogliamo costruire, come siamo chiamati a fare, davvero una sezione del Club Alpino Italiano moderna e incisiva sulle condizioni culturali del Valdarno, non ci si possa esimere da perseguire anche l’obbiettivo di una Biblioteca Sezionale viva e propositiva, come quella che abbiamo cercato di delineare in questo articolo.

Lorenzo Bigi.

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