Il Castello di Volognano

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Ancora oggi l’ansa dell’Arno fra Pontassieve e Firenze è dominata dalla possente torre merlata del mastio di quello che fu il forte castello di Volognano che è posto su di una collina a circa 300 metri di altitudine. Il castello, assieme alla chiesa di San Michele a Volognano, suffraganea della Pieve di San Lorenzo a Miransù, era circondato da una cinta muraria dalla forma ellittica attraversata da un’unica strada alla quale si accede attraverso due porte con arco a tutto sesto ancora esistenti. L’origine dell’insediamento sembra risalire all’epoca romana, resti di una costruzione di questo periodo sono stati rilevati nelle vicinanze. La posizione dominante della cresta su cui si adagia la costruzione fa sì che comunque sia da sempre un ottimo punto di osservazione per fini militari di difesa. Il toponimo di Volognano che deriva dal nome romano di persona Volumnius, appare, nel 1139 e 1149 in documenti dell’archivio di Vallombrosa. La prima menzione per il castello invece viene dopo in documenti del 1220 riguardanti la chiesa di San Michele a Volognano. I signori da Quona, proprietari del castello,  si erano divisi in due rami nei primi decenni del duecento: quelli di Castillonchio e quelli di Volognano. Mentre i primi erano Guelfi i secondi rimasero ghibellini e presto entrarono in conflitto con Firenze. Nel 1267 i da Castiglionchio militavano nell’esercito fiorentino che assediava i ghibellini, fra i quali vi erano i da Volognano, presso il castello di Sant’Ellero. Gli assediati furono sconfitti e i superstiti imprigionati. In quella occasione Firenze non si rivalse sul castello, forse in considerazione dell’azione filo fiorentina dell’altra parte della famiglia.Questa non fu la sola azione di guerra, molte volte si alternarono le fazioni al potere finchè nel 1304 i da Volognano furono coinvolti nell’incendio doloso del centro di Firenze e per questo, come rappresaglia, il governo guelfo fece occupare e disfare il castello di cui venne smantellata, in maniera pressoché definitiva, la struttura difensiva. Inizia così la nuova funzione della struttura che diventa una villa-fattoria con numerosi passaggi di proprietà a cominciare dal XV secolo nel quale la proprietà del castello passò alla famiglia Martellini. Da questi nel XVII agli Anforti e poi ai Della Ripa. Infine la proprietà passò alla famiglia d’Ancona che realizzò la ristrutturazione completa che sostanzialmente vediamo ancora oggi. La chiesa di San Michele è stata completamente rinnovata nel 1889 quando venne edificato anche il campanile. Possedeva due importanti opere d’arte. Una Madonna di Bicci di Lorenzo ed una Madonna della Cintola che alcuni assegnano al Rosso Fiorentino altri al Puligo.

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