A PONZA A PONZA (con una poesia)

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La clemenza del tempo e la bravura dei nostri accompagnatori sezionali (di cui mi astengo da ulteriori elogi) ha garantito la perfetta riuscita della gita. Se problemi ce ne sono stati si sono dissolti nell’oblio degli splenditi paesaggi marini, del territorio insulare, della compagnia, del buon e gradito desinare e non per ultimo della fatica del trekking.

L’isola di Palmarola è stata meta del secondo giorno di vacanza.  In una splendida giornata di sole e mare calmo tre esperti barcaioli con i loro legni (barche) ci hanno guidato verso la meta prefissata non prima di averci fatto ammirare le bellezze naturali e recondite delle coste di queste isole Ponziane.

In quel di Palmarola è iniziata la nostra avventura escursionistica. Dopo uno sbarco alquanto emozionante eccoci pronti, guida in testa e in zaino in spalla debitamente foraggiato, per il trekking programmato. Magnifici scorci paesaggistici di mare, terra, vegetazione e arcipelago hanno fatto da scenario al nostro camminare con grande entusiasmo dei fotoamatori.

Ma il bello dell’avventura doveva ancora arrivare. Un arduo e ripido sentiero di discesa munito di corde per aggrapparsi ci attendeva   per poter raggiungere la agognata spiaggia sottostante, ove i nostri tre caronti (barcaioli) erano in attesa per riportarci a Ponza.  E’ andato tutto bene, con gran soddisfazione e divertimento di tutti, però che sgomento quella discesa e quelle corde !!!!!!  Contenti e fieri della nostra cordata trekking siamo infine rientrati alle dimore ponziane per consumare una ben meritata cena a base di pesce.

Lasciata non senza rimpianto Ponza ed i suoi simpatici abitanti ci siamo trasferiti a Formia per il prosieguo della vacanza. Nuovo albergo con sistemazione in camere vista mare e nuovo menù per la sempre attesa cena.

Un po’ di pioggia il quarto giorno non ha per nulla scoraggiato il nostro gruppo escursionistico ove la preannunciata sosta pranzo con “tiella” e specialità fast-food locali, la visita della villa/museo di Tiberio, con particolare apprezzamento artistico della la statua di Polifemo, ed infine la sosta a Sperlonca e Formia/Gaeta per visita hanno ampiamente gratificato la temporanea imprevista astensione escursionistica.

L’ultimo giorno, lasciato l’albergo di mattina presto causa il pericolo BOMBA, si è partiti per li programmato ma impervio trekking sul monte Circeo. Non tutti hanno aderito all’escursione proprio per le difficoltà preannunciate a cui non erano preparati ed hanno preferito ammirare le bellezze locali sia paesaggistiche che gastronomiche in attesa del radez-vous con i prodi camminatori. Dire che il trekking è stato una passeggiata sicuramente è una bugia. Per me, gruppo rimba, è stato abbastanza faticoso e roccioso, non so per gli altri ma all’arrivo eravamo tutti contenti e soddisfatti della “passeggiata” che, con un po’ di mal di gambe, ha concluso la nostra gita.

Termino questa mia breve riflessione sulla vacanza ponziana con un grazie agli organizzatori, alla guida Domenico, alla compagnia, alla clemenza del tempo, ecc. ecc.

Buon cammino e saluti a tutti.    

Vincenzo

P.S.- …Dimenticavo: bende, garze, ghiaccio, cerotti e compagnia bella questo viaggio li ho riportati  a casa integri.  Scontenti loro ma contento io e tutti voi.

PONZA di Judy Guttridge – Maggio 2019

Vai in vacanza col CAI
“You’ll understand why”:
Giorni pieni, persone belle,
Luoghi speciali, natura splendida.
Noi alla volta di tre isole,
Di Circe ammaliatrice
E del mare di Ulisse
Con Roberto e Lorenzo.
Un viaggio notturno

Una traversata mattutina
Attracchiamo al dolce Ponza pastello.
Stretti sulla banchina
Attendiamo i barconi
Per salpare come immigrati (se lo sapesse Salvini!)
Alla scoperta di Zannone,
Di luoghi di baldoria
Al sito cistercense:
Storie recenti di assassini, suicidi.
Poi fra ginestre, cardi con dolci fiori ‘malvini’
Erba alta, profumi, fino al faro –
Edificio imponente, finestre chiuse
Senza guardiano.

Riempiti, riposati, rinnovati da Angelino
Partiamo accarezzati dal sole Lungo la costa …
Adocchiano grotte, miniere dismesse,
Falesie, case accovacciate fra le colline.
Il barcaiolo tesse uno stretto percorso
Fra faraglioni alti, appuntiti.

E Palmarola si presenta
Pronta ad accoglierci.
Ma … la salita è stretta fra lavandula e ginestre,
Cubetti colorati sparsi qua e là.
Pranzo boschivo con il sole che scalda,
E Il percorso diventa stretto, le ginestre alte …

E …Il più bello è da venire!
La discesa ‘
Ma il sentiero c’è? ’
Mi arreggo alle piante,
Mantengo la distanza
Poso con cura il piede, poi?
La corda.
Con la forza nelle braccia
Un consiglio da Carlo,
Un piede di qua, poi l’altro di là,
All’indietro con cura.
Un nuovo ostacolo si presenta:
Una costa brevissima, terrosa e scivolosa,
Invasa da rovi, ramo basso che ingombra.
Il sentiero si riduce, larghezza una pietra,
Poi – divieto!
Sorelle Fendi protette…
In punta di piedi,
Zitti, zitti, in fila indiana.
Usciamo sul mare, dove
Meduse rosa violino si cullano a riva col moto del mare.
Classificabile ‘E’,
‘E’ per ‘esilarante’,
Ma dovevo dir ‘thrilling’
Con tutta l’emozione provata!

Rimane Ponza con il porto,
Le strade strette, le botteghe.
Ma la lasciamo sotto i piedi,
Seguiamo le stazioni di Cristo,
Le antiche Cantine Migliaccio ormai in disuso,
Vedute indimenticabili, mare blu,
Rocce, fiori, promontori.
E, in cima, chiesina, anch’essa in disuso.

La terra ferma ci chiama
Andrea ci aspetta
Ed anche il Grand Hotel,
Con berceau invitante,
Testimone di un tempo che fu.

Circe irrequieta, diluvia – agitazione,
Camminata sotto l’acqua sottile in riva al mare:
Porto romano, villa di Tiberio, pescicoltura,
I vicoletti di Sperlonga,
L’imponenza di Gaeta.

Ma … Allarme: c’è la bomba da disinnescare.
E noi all’alba bisogna scappare.
Un gruppo scala il Monte Circeo
Altri a San Felice per la banda ed il museo
Ma tre ore ferme per la legge italiana.
Torniamo in Valdarno –

Grande esperienza col CAI
“And now you know why!”

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